Molti consumatori vedono sulla confezione la dicitura “carboidrati di cui zuccheri” e si chiedono che cosa significhi davvero. In breve, indica quanti carboidrati totali contiene un alimento e quale quota di questi carboidrati e composta da zuccheri semplici. Questo articolo spiega come leggere quella riga dell’etichetta, quali sono i limiti raccomandati dagli organismi internazionali e come usare l’informazione per scelte piu consapevoli.
Che cosa indica davvero “glucidi di cui zuccheri”
In etichetta nutrizionale dell’Unione Europea, obbligatoria per la maggior parte dei prodotti confezionati secondo il Regolamento UE n. 1169/2011, la voce “carboidrati” (o glucidi) riporta la somma di tutti i carboidrati digeribili. Subito sotto compare “di cui zuccheri”, che rappresenta solo la parte costituita da zuccheri semplici come glucosio, fruttosio, saccarosio e lattosio. Questa distinzione e importante perche gli zuccheri hanno un impatto piu rapido sulla glicemia rispetto all’amido, anche se entrambi forniscono 4 kcal per grammo.
La tabella nutrizionale deve essere espressa per 100 g o 100 ml, e spesso anche per porzione. Se leggi “carboidrati 70 g, di cui zuccheri 22 g per 100 g”, significa che 22 g sono zuccheri semplici e i restanti 48 g sono in gran parte amidi. Ricorda che “di cui zuccheri” non distingue tra zuccheri aggiunti e naturalmente presenti; per capirlo serve la lista ingredienti. In Italia, il Ministero della Salute richiama gli operatori alla corretta applicazione di queste regole, allineate agli standard europei.
Tipi di zuccheri: totali, liberi, aggiunti e naturalmente presenti
Zuccheri “totali” in etichetta sono la somma di tutti gli zuccheri semplici dell’alimento, senza distinguere la loro origine. L’Organizzazione Mondiale della Sanita (OMS) usa il termine “zuccheri liberi” per indicare quelli aggiunti dal produttore, dal cuoco o dal consumatore, piu gli zuccheri naturalmente presenti in miele, sciroppi e succhi di frutta. Questa definizione e cruciale per le raccomandazioni sanitarie, perche gli zuccheri liberi sono quelli da limitare maggiormente.
Gli “zuccheri aggiunti” sono quelli incorporati durante la produzione o la preparazione domestica, come saccarosio o sciroppo di glucosio-fruttosio. Gli zuccheri “naturalmente presenti” si trovano intatti nella matrice dell’alimento, ad esempio il lattosio nel latte o il fruttosio nella frutta intera. La risposta metabolica puo differire per via della matrice: una mela intera, ricca di fibra, induce una risposta glicemica piu graduale rispetto a un succo.
Punti chiave:
- Zuccheri totali: tutti gli zuccheri semplici presenti in un alimento.
- Zuccheri liberi: zuccheri aggiunti + quelli di miele, sciroppi e succhi.
- Zuccheri aggiunti: inseriti in ricetta o lavorazione industriale.
- Zuccheri naturalmente presenti: dentro la matrice di frutta, latte e verdure.
- Tutti forniscono 4 kcal/g, ma la matrice alimentare cambia l’impatto.
Perche “di cui zuccheri” conta per energia, glicemia e salute orale
Gli zuccheri sono una fonte di energia rapida: 4 kcal per grammo. Un eccesso, specie in forma liquida, puo favorire surplus calorico perche saziano meno rispetto agli alimenti ricchi di fibra o proteine. Bevande zuccherate tipiche contengono 10-11 g di zuccheri per 100 ml: una lattina da 330 ml arriva facilmente a 33-36 g, ossia circa 8-9 cucchiaini da te, considerando 4 g per cucchiaino.
Dal punto di vista metabolico, un elevato intake di zuccheri liberi si associa a picchi glicemici piu marcati. Nel lungo periodo questo pattern alimentare puo contribuire ad aumentare il rischio di eccesso ponderale. Secondo OCSE 2024, oltre 1 adulto su 2 in Europa e in sovrappeso o obeso; dato consultato nel 2026 e coerente con le tendenze osservate anche in Italia da ISTAT, dove circa il 46% degli adulti risulta in eccesso di peso. Sul fronte dentale, il Rapporto OMS sulla salute orale 2022 stima 3,5 miliardi di persone con patologie orali, e gli zuccheri liberi sono un fattore di rischio primario per la carie.
Linee guida ufficiali: quanto zucchero e considerato “troppo”
L’OMS raccomanda di limitare gli zuccheri liberi al di sotto del 10% dell’energia totale giornaliera, con un ulteriore beneficio se si scende al 5%. Su una dieta da 2000 kcal, il 10% equivale a 50 g di zuccheri liberi, mentre il 5% corrisponde a 25 g. Queste indicazioni, valide e ribadite nelle piu recenti consultazioni tecniche e aggiornate al 2026, sono ampiamente citate dai sistemi sanitari nazionali.
In parallelo, l’EFSA ha analizzato la relazione tra zuccheri e rischio di patologie metaboliche, sottolineando la riduzione delle bevande zuccherate come misura ad alto impatto. A fini di etichettatura, l’UE fornisce un “reference intake” per gli zuccheri totali pari a 90 g/die per un adulto medio, usato in alcuni front-of-pack per indicare la percentuale di assunzione di riferimento. Questi numeri aiutano a contestualizzare l’informazione “di cui zuccheri”: se una porzione fornisce 18 g, essa copre il 20% del RI di 90 g, ma potrebbe rappresentare il 36-72% del limite OMS per gli zuccheri liberi se quei 18 g fossero tutti liberi.
Come leggere l’etichetta e calcolare l’impatto in porzione
Per interpretare “di cui zuccheri”, controlla prima il valore per 100 g/100 ml per confrontare prodotti simili. Poi guarda la porzione dichiarata e fai un calcolo rapido: zuccheri per 100 g moltiplicati per la porzione in grammi divisa 100. Esempio: 22 g/100 g in una porzione da 45 g equivalgono a circa 9,9 g di zuccheri. Tradurli in cucchiaini (1 cucchiaino = 4 g) permette una stima pratica: 9,9 g sono circa 2,5 cucchiaini.
Fai attenzione anche ai claim nutrizionali regolati dal Regolamento (CE) n. 1924/2006. Questi claim hanno soglie precise e non sono intercambiabili. Un prodotto “senza zuccheri” non e lo stesso di “a ridotto contenuto di zuccheri”, e “senza zuccheri aggiunti” non significa privo di zuccheri totali. La lista ingredienti resta essenziale per distinguere zuccheri aggiunti da quelli naturalmente presenti.
Claim regolamentati (UE):
- A basso contenuto di zuccheri: massimo 5 g/100 g o 2,5 g/100 ml.
- Senza zuccheri: non oltre 0,5 g di zuccheri per 100 g o 100 ml.
- Senza zuccheri aggiunti: nessun mono o disaccaride aggiunto, ne ingredienti usati per il loro potere dolcificante.
- A ridotto contenuto di zuccheri: riduzione minima del 30% rispetto a un prodotto simile.
- Percentuale RI: alcuni front-of-pack indicano la quota sul RI di 90 g per adulti.
Dove si nascondono gli zuccheri: esempi concreti e nomi in etichetta
Gli zuccheri possono comparire con molti nomi: saccarosio, destrosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, malto d’orzo, succo di frutta concentrato. Alcuni alimenti percepiti come “salutari” possono comunque contenere molteplici fonti di zuccheri liberi, specie se trasformati o con ingredienti dolcificanti. Le bevande restano una categoria critica per la velocita di assorbimento e per la scarsa sazieta.
Per farsi un’idea, considera valori tipici: yogurt alla frutta 12-15 g per vasetto da 125 g; cereali da colazione 15-25 g per 100 g; barrette 8-12 g per pezzo; ketchup 20-25 g per 100 g; succhi 8-11 g per 100 ml; dolci da forno 20-35 g per 100 g. Confronta sempre marche diverse: differenze anche del 30-40% sono frequenti. OMS ed EFSA sottolineano che ridurre gli zuccheri liberi nelle categorie ad alto consumo e un obiettivo di riformulazione prioritaria, con monitoraggi in corso e report consultati nel 2026.
Esempi comuni di “zuccheri nascosti”:
- Salse e condimenti: ketchup, dressing pronti, salse agrodolci.
- Prodotti per la colazione: cereali, muesli croccanti, barrette.
- Bevande: soft drink, energy drink, te freddo zuccherato, succhi.
- Snack “salutistici”: biscotti integrali, granole, bevande vegetali aromatizzate.
- Alimenti per bambini: yogurt dolci, puree con succhi concentrati.
Implicazioni per diverse fasce di popolazione: bambini, adulti attivi e sportivi
Il fabbisogno e l’impatto degli zuccheri variano lungo il ciclo di vita. Nei bambini, l’OMS raccomanda fortemente di ridurre gli zuccheri liberi, perche l’eccesso e associato a carie e preferenze gustative molto dolci che possono consolidarsi. In eta scolare, una bevanda zuccherata al giorno puo aggiungere 30-40 g di zuccheri liberi, coprendo gran parte del tetto consigliato. Per gli adulti con vita sedentaria, bevande e snack zuccherati possono facilitare un surplus energetico quotidiano di 100-200 kcal, sufficiente nel tempo a favorire aumento di peso.
Per chi pratica sport, gli zuccheri semplici possono essere utili in contesti specifici, come sforzi prolungati oltre 60-90 minuti, dove 30-60 g/h di carboidrati rapidamente disponibili possono sostenere la performance, secondo linee guida sportive ampiamente adottate. Tuttavia, fuori dal contesto prestativo, il consumo abituale di zuccheri liberi elevato non e consigliato. L’OMS e i ministeri della salute europei, inclusi i riferimenti italiani consultati nel 2026, promuovono un approccio mirato: zuccheri semplici dove servono davvero, e riduzione negli usi quotidiani superflui.
Strategie pratiche per ridurre “di cui zuccheri” senza rinunciare al gusto
Ridurre gli zuccheri liberi non significa eliminare il piacere del cibo. Inizia dalle fonti liquide, perche sono le piu facili da modulare: passa da soft drink a acqua frizzante con una fetta di agrume, limita succhi e preferisci frutta intera. In cucina, riduci gradualmente lo zucchero nelle ricette di un 10-20%: spesso la differenza e minima sul palato. Scegli alimenti ricchi di fibra e proteine a colazione per modulare la risposta glicemica, come yogurt naturale con frutta fresca e frutta secca.
Leggi l’etichetta confrontando i valori per 100 g/100 ml e la lista ingredienti: ingredienti zuccherini ai primi posti suggeriscono un contributo rilevante agli “zuccheri totali”. Ricorda che dolcificanti intensi riducono lo zucchero ma mantengono il gusto dolce; l’obiettivo a lungo termine e rieducare il palato a dolcezze piu lievi. Monitorare piccoli progressi, come 5-10 g/die in meno, puo fare differenza in poche settimane.
Azioni concrete e replicabili:
- Sostituisci 1 bevanda zuccherata al giorno con acqua o te non zuccherato.
- Preferisci yogurt bianco e aggiungi frutta; evita versioni con sciroppi.
- Scegli cereali con meno di 10 g di zuccheri per 100 g.
- Riduci lo zucchero nel caffe e nel te di mezzo cucchiaino alla volta.
- Controlla le porzioni: dolci piu piccoli, ma di qualita migliore.


